Favole nel cemento

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CRISTINA BIGLIATTI

Quando si pensa alla Street Art può capitare di immaginare del puro decorativismo fine a se stesso, dei bei muri colorati realizzati in zone periferiche con il solo scopo di riqualificare il quartiere. Ma la Street Art non è solamente del colore su un brutto muro. Ci sono artisti capaci di creare delle bellissime immagini, ricche anche di significato, in grado di farci sorridere, riflettere o perfino di commuoverci.
Zed1 è uno di quegli artisti che sa creare bellezza, dotata di un’anima tanto profonda da colpirci più per il concetto che per il suo aspetto.
Zed1 nasce come writer, inizialmente fa lettering di strada, i suoi primi supporti sono i treni. Poi comincia a partecipare alle prime convention di graffiti, il suo nome si fa strada tra le varie crew e anche tra i professionisti del settore e realizza sempre più muri all’interno dei confini nazionali. Anche il suo stile subisce delle trasformazioni: passa dalle lettere in 3D a dei veri e propri personaggi.
La sua svolta figurativa gli permette di focalizzarsi sul suo stile personale, di svilupparlo e consolidarlo. Il cambiamento avviene nel 2002, mentre realizza un’opera nella sua città natale, Certaldo in provincia di Firenze.
Qui nota un burattinaio e rimane impressionato da queste figure disarticolate, capaci di assumere posizioni impossibili per gli esseri umani, ma perfette per rappresentare tematiche attuali che riguardano l’intera umanità.
Da quel momento le marionette diventano il suo marchio di fabbrica. Le vediamo popolare gli ambienti più svariati mentre impersonificano innumerevoli personaggi: dalle Madonne alle ballerine, dalla figura dell’artista a quella dell’attore, dai re agli idraulici, senza elencare i numerosi animali che spesso rappresentano l’uomo attraverso delle metafore. Ogni opera di Zed1 ha una storia da raccontare: ci parla del terremoto dell’Aquila, del duro lavoro che serve per la ricostruzione della città, ma anche di tutte le forme di sciacallaggio che si nascondono dietro la vicenda; ci rivela la difficile realtà che vivono gli artisti contemporanei, spesso sottopagati o addirittura sfruttati per le loro competenze; ci mostra la società attuale, schiava della tecnologia e imbrigliata nella rete dei social network. L’artista ha quindi una capacità innata di parlarci di tematiche attuali, spesso anche orribili, ma riesce a presentarcele con una grazia ed un’eleganza disarmanti.
Sessantatre delle innumerevoli opere realizzate negli ultimi 20 anni della sua carriera, sono pubblicate all’interno del libro “Racconti dal cemento”, un volume che non vuole essere solamente una collezione di immagini, bensì una pubblicazione ricca di aneddoti, genesi del soggetto e del significato delle sue creazioni, in modo da darci una panoramica molto ampia dell’artista e della sua arte.
Come si può notare dalle immagini, le sue favole non sono sempre a lieto fine, ma riescono comunque a strapparci un sorriso, grazie alla sottile ironia con la quale l’artista ci rappresenta il suo ed il nostro mondo.