Il nuovo approccio su misura di ZEISS applicato alle lenti

Progettare una lente oggi significa analizzare le abitudini dei portatori e l’evoluzione dell’occhio in relazione all’età. Ne abbiamo parlato con Elena Rubino, Head of Marketing Carl ZEISS Vision Italia.

“L’utilizzo dei dispositivi digitali ha modificato considerevolmente i nostri stili di vita, e con questi, il nostro modo di vedere il mondo”. Partendo da questa premessa Elena Rubino ci racconta come è cambiato lo sviluppo della creazione di una lente.

MIDO è stato posticipato a luglio a causa del Coronavirus. Su cosa vi state concentrando in questo post fiera anomalo?

Non abbiamo cambiato i nostri programmi: dal 16 di marzo entra in vigore il nostro nuovo listino e il suo grande protagonista, il nostro portfolio completo di lenti da vista, ZEISS SmartLife. Ovviamente ci è spiaciuto non poter coinvolgere i nostri clienti con una presentazione più completa ed esperienziale. Abbiamo deciso quindi di muoverci con una modalità meno fisica ma più digitale, in linea con i nuovi prodotti. Probabilmente se non ci fosse stata questa situazione, non avremmo sperimentato questo inedito modus operandi!

A MIDO 2020 proporremo un’experience fisica con la presentazione dal vivo dei nostri nuovi prodotti. Sicuramente non ci fermiamo: il concetto di portfolio univoco rappresenta una grande novità per noi e per il mercato.

Quali sono le riflessioni che vi hanno portato a realizzare il nuovo concept di “portfolio lenti completo”?

Siamo partiti da una consapevolezza: oggi essere connessi è la nuova normalità. Il 94% delle persone sono connesse ma ciò che è cambiato è l’utilizzo del dispositivo digitale. Mi spiego: mentre prima c’era un uso più statico della tecnologia mobile, oggi è sempre più utilizzata in movimento, mentre stiamo compiendo altri gesti, addirittura quando camminiamo. C’è quindi una lettura simultanea: guardo il telefono e contemporaneamente, interagisco con l’ambiente circostante. Questo nuovo comportamento ha un’importante influenza sull’impatto visivo. In questo settore ZEISS è stata sempre una pioniera: nel 2015 abbiamo infatti presentato la tecnologia Digital Inside ed eravamo partiti dall’assunto che il dispositivo veniva tenuto a una distanza più ravvicinata rispetto a uno stampato.

Ora, come dicevo, i device vengono utilizzati in movimento e portano a nuovi comportamenti visivi: gli occhi e la testa compiono movimenti diversi! Dalle nostre ricerche è emerso che si muove sempre meno la testa e sempre di più lo sguardo. L’analisi di questi comportamenti visivi ha dimostrato che i campi visivi sono molto più ampi e tendiamo a dare molto più frequentemente un’occhiata verso il basso, portandoci ad utilizzare una porzione più ampia della lente. Le aree periferiche diventano sempre più rilevanti: ho anche una visione delle aree laterali perché il mio sguardo, essendo in movimento, si deve dirigere in più direzioni.

A ciò si aggiunge un’altra considerazione: se è vero che queste nuove abitudini visive sono comuni a tutti, è altrettanto vero che ci sono delle differenze dovute al fisiologico invecchiamento dei nostri occhi, le cui capacità ed esigenze si modificano con l’avanzare dell’età. L’occhio invecchia e di conseguenza c’è una netta differenza tra le esigenze visive di una persona di 20 anni e una di 70.

Prima di lanciare sul mercato le lenti ZEISS SmartLife, sono stati effettuati approfonditi studi e numero ricerche che hanno consentito all’azienda di comprendere come fosse necessario sviluppare non semplicemente un nuovo tipo di lente, ma un intero portafoglio lenti in grado di soddisfare le esigenze visive di tutti i portatori. Il risultato? Riuscire a proporre una gamma di lenti con un DNA comune, la tecnologia esclusiva SmartView. Sotto questo cappello abbiamo riprogettato le nostre lenti monofocali, digital e progressive.

La tecnologia SmartView si basa su quattro pilastri principali: – Clear Optics è sinonimo di precisione in ogni fase del processo; – Thin Optics consente il miglior bilanciamento tra qualità ottica ed estetica; – Smart Dynamic Optics è la prima novità, che ottimizza il design della lente, assicurando campi visivi più ampi fino all’88% sulle monolocali; – Age Intelligence è la seconda novità: la tecnologia che tiene conto del variare delle esigenze dei nostri occhi al variare dell’età.

Quindi quali consigli dovrebbe seguire l’ottico quando propone al cliente la nuova generazione di lenti?

Il nostro suggerimento è partire da un’informazione tanto semplice quanto fondamentale: l’età del portatore. In base a questo dato, la consulenza può proseguire con altri dettagli sullo stile di vita e le abitudini, per trovare insieme una soluzione davvero personalizzata per ogni singolo cliente.

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