Lente a contatto vs correzione oftalmica: implicazioni refrattive, accomodative e binoculari – Parte 2

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PARTE 2: IMPLICAZIONI BINOCULARI
A CURA DI PAOLO FACCHIN

PREFAZIONE
Sebbene il termine “tutorial” venga usato per descrivere in senso stretto una lezione multimediale usufruibile attraverso il web, l’autore di questo lavoro ha voluto prendere in prestito sia il termine che l’approccio espositivo, per provare a costruire, attraverso l’utilizzo di più parti, una rappresentazione simile su carta stampata.
Facendo uso di un maggior numero d’immagini, un criterio di questo tipo esce dalla classica rappresentazione schematica di un articolo scientifico di review e diviene piuttosto una descrizione modulare e progressiva dell’argomento trattato.
Per differenziazione di contesto si è voluto dividere il lavoro in tre parti, pubblicate in differenti uscite della rivista: implicazioni accomodative, implicazioni binoculari e alterazioni dimensionali.

ABSTRACT
Nella seconda parte di questo lavoro che vuole confrontare la correzione oftalmica con la lente a contatto, sono stati presi in considerazione sia i movimenti oculari congiunti (versioni) che quelli disgiunti (vergenze). Per i primi, sono stati calcolati attraverso un modello che tiene in considerazione le ipotesi più restrittive, gli effetti prismatici secondari all’uso dell’occhiale e quelli dovuti a eventuali decentramenti della lente a contatto.
I risultati evidenziano come in queste condizioni i primi siano nettamente superiori ai secondi, permettendo di affermare: che il passaggio tra correzione oftalmica e lente a contatto mette il miope (al contrario dell’ipermetrope) nelle condizioni di esercitare un maggior movimento oculare nelle saccadi e negli inseguimenti.
Per quanto riguarda i movimenti disgiunti, sono stati calcolati gli effetti prismatici secondari all’uso di un occhiale centrato da lontano nell’attività prossimale, avvalendosi di un modello che utilizza parametri standard. Al di là della verifica analitica della nota maggior richiesta di vergenza che deve esercitare il miope nella transizione occhiale-lente a contatto, la trattazione quantitativa di tale variazione può aiutare l’optometrista a prevedere l’insorgenza di complicazioni di natura binoculare.
Infine, sono state introdotte le variazioni di vergenza secondarie all’anisoforia indotta da una correzione anisometropica con l’utilizzo delle lenti a contatto…

Allegato:
Professional_lente-a-contatto-vs-correzione-oftalmica-implicazioni-refrattive-accomodative-e-binoculari_parte-2_Platform_Optic_maggio_2015.pdf